martedì 1 agosto 2017

Un Fiore al giorno, o quasi ...

38 fiori di Bach, 38 giorni … Una proposta un po’ diversa, nata  da un recente incontro in cui abbiamo parlato di Floriterapia Transpersonale (con riferimento al dr Orozco, e a cui mi  riferisco  ampliando anche ad altri repertori , non solo a quello inglese). I Fiori di Bach (quelli del  dr Edward Bach,  24 settembre 1886 –  27 novembre 1936, medico inglese) e la floriterapia non si imparano  in un week end, nemmeno in formazioni triennali, si continua ad imparare studiando, confrontando, osservando, praticando su di sé. 
Gli scritti del dr Bach, pochi ma essenziali, il suo pensiero, tuttora attuali, sono la base: parole semplici (e la semplicità è un  tema a lui caro, e anche a me) e la semplicità della natura (Madre Natura e natura dell’uomo) . L’osservazione della pianta (la Segnatura, la botanica) aiuta a comprendere il suo compito e il suo aiuto per noi. La filosofia della Vita, dell’Animo umano, dell’Unità del Cosmo e dell’interconnessione tra Tutto e Tutti, di cui oggi ancora stiamo a trattare per dimostrare che così è, e ci serviamo della Fisica Quantistica o subatomica o altro ancora perché ancora dubitiamo, sono argomenti millenari saggiamente conosciuti anche da Bach e basi della cosiddetta visione olistica della salute, di cui anch’io mi occupo.
La  proposta nasce appunto da questo recente incontro con un gruppo di terapeute. Preparando l’incontro, ho ripescato tra i miei libri, quelli di Mechthild Scheffer, un'autorità internazionale ed una pioniera nel campo della Terapia Originale dei Fiori di Bach. Quando ho iniziato a studiare Floriterapia, mi ricordo che mi era piaciuta la sua presentazione dei princìpi positivi dei singoli Fiori: il ‘modello armonico’, il ‘compito armonizzante’ del rimedio floreale. Raccolgo la richiesta di quella giornata e vi presento  un’immagine diversa e poco conosciuta dei Fiori, la foto Kirlian di ogni Fiore, le  immagini di Ludwig Knapp  che rappresentano il campo energetico di una singola goccia di ciascuna essenza , che suscitano a livello inconscio una risonanza diretta con i relativi concetti dei fiori in uno stato armonico (in maniera analoga ai mandala). E  di solito li propongo appunto come Mandala: potete provare a disegnare/colorare l’immagine che più vi ‘ispira’ , per esempio, o semplicemente usarle per meditare. E scoprire, o riscoprire (se già conoscete i Fiori di Bach), 38 aspetti dell'Animo umano, 38 immagini dell'Anima.
Siccome 38 giorni mi sembrano tanti e probabilmente mi perderei io stessa (ah ah ah …), stamattina ho ritrovato questo ‘racconto’ del dr Bach e perciò inizio a proporvi  i primi 16 Fiori (le foto che vedete sono in ordine di come appaiono nel racconto, da sinistra a destra) ed in particolare riprendo una foto per farvi notare un cuore … lo vedete? È l’immagine di Centaury,  il Fiore della disponibilità e della forza dell’Io.
poi vi  racconterò i princìpi dei primi 16 Fiori e proseguirò con le altre immagini nei prossimi giorni.
Buone Energie a voi (e a me …)
Daniela 



La storia dei viaggiatori – E. Bach, 1934
(tratto da ‘Bach, tutte le opere’  Macro Edizioni)

C’era una volta, e sempre c’era una volta,  sedici viaggiatori che partirono per un’escursione attraverso una foresta. Al principio tutto procedeva bene, ma dopo che essi si erano un po’ addentrati nella foresta uno del numero, Agrimony cominciò a preoccuparsi se essi fossero sul giusto sentiero. Più tardi nel pomeriggio poiché si cominciava a fare scuro, Mimulus iniziò ad avere paura, paura che loro avessero perso la strada. Quando il sole tramontò e l’oscurità si fece più cupa e i rumori della foresta nella notte si facevano sentire attorno a loro, Rock Rose divenne pieno di terrore ed era in uno stato di panico. Nel mezzo della notte quando tutto era buio, Gorse perse tutta la speranza e disse: ‘Io non posso andare oltre; voi proseguite, ma io rimarrò qui e vivrò fino a che la morte mi libererà dalle mie sofferenze’.
La quercia (Oak), d’altra parte, sebbene sentisse che tutto era perso e che essi non avrebbero mai più rivisto la luce del sole, disse: ‘Io lotterò fino all’ultimo’, e si agitò convulsamente.
Scleranthus aveva qualche speranza ma a volte soffriva di tale incertezza e indecisione, che prima voleva prendere una strada e, quasi contemporaneamente, ne voleva prendere un’altra.
Clematis si trascinava con calma e pazienza, preoccupandosi così poco se stesse per sprofondare nell’ultimo sonno profondo o se stesse per uscire dalla foresta.
Gentian a volte incoraggiava molto il gruppo, ma talora si sentiva in uno stato di sconforto e depressione.
Gli altri viaggiatori non avevano mai paura, desideravano solo porvi un termine e, a loro modo, volevano tanto aiutare i loro compagni.
Heather era molto sicuro di conoscere il sentiero e voleva che tutto il gruppo prendesse la sua strada.
Chicory non aveva preoccupazioni sulla fine del viaggio ma era molto ansioso se i suoi compagni avessero indolenzimento ai piedi o se fossero stanchi o se avessero abbastanza da mangiare.
Cerato non aveva molta fiducia nella sua opinione e voleva cercare ogni sentiero per essere sicuro di non sbagliarsi.
Centaury, mite e piccolo, voleva così alleggerire il fardello da essere pronto a portare il bagaglio di ognuno. Sfortunatamente per il piccolo Centaury, egli portava il fardello di quelli che erano capacissimi di sorreggere il proprio solo perché chiamavano a voce più alta.
Rock Water, tutto infervorato per aiutare, avviliva un po’ il gruppo perché tendeva a criticare dove essi stavano sbagliando e malgrado tutto Rock Water conosceva la strada.
Vervain avrebbe pure dovuto conoscere abbastanza bene il sentiero, sebbene fosse diventato un po’ disorientato, mostrava in continuazione l’unico modo di uscire dalla foresta.
Impatiens, anche, conosceva bene il sentiero di casa, così bene che era impaziente con quelli meno veloci di lui.
Water Violet aveva già percorso quella strada e conosceva la via giusta e, tuttavia, era un po’ orgoglioso e un po’ sdegnoso che gli altri non capissero. Water Violet li considerava inferiori.
E finalmente tutti attraversarono la foresta. Ora essi guidano gli altri viaggiatori che non hanno fatto prima l’escursione, e, poiché sanno che c’è un sentiero da attraversare, e poiché sanno che il buio della foresta è solamente l’oscurità della notte, essi passeggiano come “gentiluomini senza paura”, e ognuno dei sedici ospiti di passaggio insegna a suo modo la lezione, dando l’esempio necessario.
Agrimony cammina a grandi passi in avanti libero da ogni preoccupazione, e scherza per qualsiasi cosa. Mimulus può sperimentare di non aver paura. Rock Rose nei momenti più bui è proprio un ritratto di coraggio calmo e sereno. Gorse nella notte più nera racconta del miglioramento che otterranno quando il sole sorgerà di mattina. Oak sta fermo nella tempesta più violenta. Scleranthus passeggia con perfetta certezza. Gli occhi di Clematis sono puntati con gioia alla fine del viaggio, e nessuna difficoltà o contrattempo può scoraggiare Gentian. Heather ha imparato che ogni viaggiatore deve passeggiare a suo modo e cammina a grandi passi con calma in avanti per mostrare che questo si può fare. Chicory attende sempre di dare una mano, ma solo quando richiesta, e quindi con calma. Cerato conosce proprio bene i piccoli sentieri che non conducono in nessun posto e Centaury cerca sempre il più debole che trovi il suo fardello pesante. Rock Water ha dimenticato di criticare, egli trascorre, appunto, tutto il tempo ad incoraggiare. Vervain non predica più a lungo ma indica silenziosamente la strada. Impatiens sa che non deve affrettarsi ma indugia fino all’ultimo per mantenere il passo; e Water Violet, più come un angelo che come un uomo, passa fra il gruppo come un soffio di vento caldo o un raggio di luce splendente del sole, benedicendo tutti”.

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