martedì 11 febbraio 2014

San Valentino ... chi era?


Una festa, conosciuta e festeggiata in tutto il mondo, si ispira al messaggio d’amore diffuso dall’operato di San Valentino. Ma, in effetti, chi era questo Santo? Non certo uno stinco di Santo, ma un essere sensibile che trovava importante amare ed essere amato!Per questo San Valentino è il protettore degli innamorati.Valentino, chiamato "il padre amico dei giovani amanti"(e non di fidanzati o sposi!) all'epoca era vescovo e decise di sfidare il decreto imperiale che impediva ai soldati di sposarsi: unì in matrimonio molti giovani militari con le loro fidanzate finché, nel febbraio del 270 d.C., fu convocato a Roma dall'imperatore Claudio II (che il popolo chiamava "il pazzo") che lo invitò ad abbandonare la fede e convertirsi al paganesimo. Valentino rifiutò, anzi, chiese all'imperatore di abbracciare lui la fede cristiana. Cosa che gli costò la condanna a morte per lapidazione. Ma non morì, allora venne gettato in prigione ove conobbe la figlia cieca del guardiano Asterius e se ne innamorò follemente. 
Per la sua grande passione compì un miracolo e la fanciulla riacquistò la vista. I due si amarono, finchè la cosa giunse alle orecchie dell'imperatore che, infuriato, lo fece decapitare. Prima del martirio, Valentino inviò alla sua amata un messaggio d'addio "dal vostro Valentino": una frase che continua a vivere millenni dopo la morte del suo autore.
Quindi non era soltanto il protettore di fidanzati casti e di sposi ligi alle leggi, ma, come lui stesso aveva dato esempio, era il fautore delle unioni... che oggi potremmo chiamare le unioni delle coppie di fatto. Aveva "inventato" quello che oggi, dopo quasi duemila anni, i nostri governanti non si sono ancora decisi ad accettare, se non a promuovere e, benché già dal 1994, per la Comunità Europea tutti i cittadini dell'Unione hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro origine, nazionalità, condizione sociale, dal loro credo religioso o orientamento sessuale, in Italia la convivenza non è disciplinata da alcuna legge. Ciò vuol dire che la situazione delle coppie di fatto è vaga e confusa e i due partner rischiano di vedersi negati i diritti fondamentali!
San Valentino, pensaci tu!

Questa festa, come molte altre ricorrenze cristiane, è un tentativo da parte del cristianesimo di inglobare una usanza pagana antica. In particolare si è trattato di tradurre, sotto l’ala della Chiesa, i lupercalia, un rito pagano per la fertilità che si svolgeva il 15 febbraio ed era dedicato al Dio Lupercus, divinità che proteggeva le greggi dall’assalto dei lupi e a lui erano dedicati riti purificatori per propiziarsi buoni raccolti con la primavera alle porte ed avere un tempo di benessere e di amore.
Vi era anche un'usanza inaccettabile per la chiesa: donne e uomini, che adoravano questo Dio, ponevano il proprio nome in un’urna e un innocente bambino estraeva a caso i nomi che andavano a formare delle coppie che avrebbero vissuto per un intero anno in intimità, more uxorio.

In questo periodo, vi erano altre feste dedicate a Giunone, regina degli dei e protettrice delle donne e del matrimonio, che inducevano tutte le donne non sposate a scrivere e mettere il proprio nome in un grande vaso. Ogni uomo prendeva un biglietto e, durante la festa, ballava e amoreggiava con la donna di cui aveva estratto il nome: un ottimo modo per aiutare nuovi e fertili incontri.
Ai padri precursori della Chiesa questi riti non potevano proprio andar bene e cercarono un santo che fosse collegabile con “gli innamorati’ che sostituisse il deleterio Lupercus e i festeggiamenti per la dissoluta Giunone.
Così trovarono un vescovo, martirizzato circa duecento anni prima, Valentino e, nel 496, papa Gelasio I decise di sostituire alla festività pagana della fertilità la festa di San Valentino, la festa degli innamorati.

Come quasi tutte le feste legate ad un Santo, anche quella in onore di San Valentino ha origini pagane. Sembra infatti, che la celebrazione degli innamorati si sia innestata su quella dei Lupercali, la festa pagana in onore del fauno Lupercus, dio protettore delle greggi dagli attacchi dei lupi. Per comprendere questa tradizione ci aiuta Ovidio (40 d.C.) quando racconta la leggenda risalente a Romolo. In quel tempo vi sarebbe stato tra le donne un prolungato periodo di sterilità, così per poterlo sconfiggere la popolazione si recò in processione fino al bosco sacro di Giunone. Lì, attraverso lo stormire delle fronde degli alberi, una sacerdotessa suggerì alle donne di essere possedute da un grosso caprone. Per evitare l’affronto, i maschi chiesero allora aiuto ad un sacerdote. Il furbo sant'uomo lesse, nel movimento delle fronde, la volontà della dea di sacrificare "un caprone" e non "al caprone". 
Ucciso l'animale, la sua pelle venne fatta a strisce e utilizzata per colpire le donne sterili sulla schiena. Iniziarono così i riti lupercali celebrati da giovani sacerdoti seminudi, con le membra spalmate di grasso e una maschera di fango sulla faccia, che pressocché ignudi (avevano solo delle listarelle di pelle d'animale annodate ai fianchi) correvano tra la folla frustando le donne per propiziar loro la fertilità.

Il primo San Valentino è stato festeggiato nel 496, quando Papa Gelasio I lo formalizzò per contrapporlo al rito pagano del Lupercali. 
Sono molte le leggende legate a questo santo protagonista di unioni, riconciliazioni, matrimoni. In una di queste si narra che il Santo fece riappacificare una coppia che litigava facendo loro stringere tra le mani unite una rosa spinosa.
Un'altra storia racconta che il santo aiutò due giovani la cui unione amorosa era osteggiata da tutta la comunità: una giovane cristiana, Serapia, e un centurione pagano, Sabino, erano colpevoli di amarsi profondamente al di sopra di ogni regola sociale e, solo perché Valentino li unì in matrimonio, riuscirono ad salvarsi dalla condanna dei propri concittadini.
Concludiamo ricordando che secondo alcuni, la tradizione di festeggiare San Valentino con uno scambio di regali deriverebbe dell'usanza medievale di offrire dei biscottini alla persona amata.
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(tratto dalla newsletter dell’Istituto Cosmos)

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