lunedì 7 agosto 2017

Ma cosa fa la floriterapia?


http://flowersociety.org/italiano/Le4R.htm

Floriterapia, cura dell'anima, cura della persona (`curare il malato e non la malattia ') , terapia 'creata' da un medico gallese negli anni '30 del secolo scorso, il dr Edward Bach, da lui sperimentata in prima persona.
Immunologo, batteriologo e omeopata  scoprì 38 essenze floreali (conosciute   appunto come ”Fiori di Bach”), ognuna delle quali è in grado di agire positivamente su  specifici stati d’animo in disequilibrio, come ansia, insicurezza, paura,  scoraggiamento, preoccupazione, e così via.
La loro azione non si limita al livello mentale /emozionale disarmonico e al livello sottile spirituale (la vera origine della malattia, secondo il dr Bach, e non solo secondo lui) , ma tocca  anche la somatizzazione sul corpo, visto che i 3 'piani' sono interconnessi: anima mente corpo.

La terapia floreale oggi si è sviluppata in tutto il mondo e, grazie a  studi e ricerche a livello internazionale, si sono diffusi altri repertori di essenze floreali in varie zone del mondo, ognuno con le proprie caratteristiche.

Quello che vi propongo è un articolo dal sito italiano della Flower Essence Society, una organizzazione internazionale di terapisti, ricercatori e  studiosi di floriterapia , fondata nel 1979 da Richard Katz, che la dirige con Patricia Kaminski, sua partner nella vita e nella professione.

La Society ha quattro obiettivi principali: ricerca e diffusione della floriterapia, formazione degli operatori, comunicazione e punto di riferimento per  chi insegna, fa ricerca o applica la terapia con essenze floreali.

L'articolo spiega 'il  processo di trasformazione delle essenze floreali (le 4 ‘R')' ed è un adattamento da' I fiori che guariscono: guida all'uso delle essenze floreali', di Patricia Kaminski, un articolo che mi piace riprendere e riproporre.

Buona lettura e buone riflessioni.
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Il processo di trasformazione delle essenze floreali
(le 4 ‘R')
Adattamento da I fiori che guariscono:
guida all'uso delle essenze floreali di Patricia Kaminski

Profilo generale: Quando le essenze floreali vengono scelte ed usate con attenta riflessione, siamo in grado di osservare un processo di trasformazione negli individui che è unico e notevole. Lo scopo della floriterapia non è quello di ‘fissare' i sintomi esterni, adattare o mascherare comportamenti di disagio, o ‘tornare' ad una condizione statica di normalità sociale o conformismo. Al contrario, le essenze floreali intendono incoraggiare lo sviluppo del potenziale umano e l'evoluzione globale dell'anima. La sofferenza fisica, mentale o emotiva (dis-agio) può essere considerata come il travaglio dell'anima che si dibatte per dar vita ai nuovi aspetti del suo Se' Superiore. Il terapeuta che usa i fiori, con la sua capacità e compassione, agisce come una levatrice per l'anima, incoraggiando i processi che possono portare alla nuova nascita.

  Venti anni di ricerca clinica all'interno della FES nel mondo hanno identificato quattro fasi principali di trasformazione. Nonostante di norma esse si presentino cronologicamente nell'ordine descritto di seguito, talvolta possono operare contemporaneamente, o in una sequenza leggermente alterata. Le fasi non sono operative in tutti i casi: in particolare, le ultime due sono più comuni quando sono precedute da diversi cicli di essenze, e quando un chiaro obiettivo di guarigione ed un lavoro interiore  ne accompagnano l'uso.

Fase Uno: Rilassamento, Sblocco o Rinnovato vigore
Questa fase è caratterizzata da diverse sensazioni, per lo più registrate dal corpo. A seconda delle circostanze particolari di ciascun caso, i cambiamenti possono essere sentiti come un rilascio di energia eccessiva o disfunzionale, una sensazione di calma, o un senso di rinnovato vigore. Molti sintomi di breve durata possono accompagnare questa prima fase, come cambiamenti nel ritmo veglia-sonno, nel respiro, una serie di sblocchi, o mal di testa. Questi sintomi mutevoli si riscontrano quando il rapporto energetico tra corpo ed anima si riallinea.

Fase Due:  Riconoscimento e Percezione
Mentre gli effetti della prima fase si riscontrano maggiormente sul corpo, durante la seconda sarà il campo mentale a sentirli più distintamente, dando luogo ad una serie di risposte cognitive. Con il cambiare dell'equilibrio tra corpo ed anima, ora si possono identificare i pensieri e le sensazioni che fin'ora operavano al di sotto del radar della consapevolezza. A differenza dei farmaci allopatici, che tendono a mascherare i sintomi negativi, le essenze floreali donano nuove informazioni sulla nostra vita emotiva e mentale. Puliscono la finestra della percezione attraverso la quale vediamo noi stessi, stimolando un accrescimento dell'obiettività e della chiarezza. La maggiore consapevolezza del nostro ‘lato ombra' può allarmare e mettere a disagio: le essenze floreali ci aiutano a confrontare vecchi comportamenti e sensazioni con nuove scelte e soluzioni. Portando avanti il lavoro interiore indicatoci dalle essenze, gradualmente fissiamo le qualità positive dell'anima che risolvono tratti negativi o disfunzionali.

Fase Tre: Reazione, Resistenza e Riconciliazione
Le prime due fasi possono essere sufficienti a fissare una nuova parte del Se', per i problemi a breve termine, o per gli stress quotidiani. La trasformazione a livello profondo invece implica il bisogno di fare riferimento a traumi ed afflizioni che hanno una forte impronta psichica dal passato. In questa fase, la situazione può sembrare peggiorata o regredita ad uno stadio di disfunzione precedente. Il vero cambiamento implica una scelta consapevole: l'anima deve ritrovare la ferita originale, o il trauma, per portare una rinnovata comprensione, forse prima impossibile. Le prime due fasi di trasformazione sono dunque legate al presente dell'anima, mentre la terza si rivolge ad aspetti nascosti o non guariti, riposti nella sua memoria.

  Il timore inerente e la resistenza a vedere la ferita originale vengono spesso detti crisi di coscienza, la quale è caratterizzata da una forte esperienza di polarità in cui vecchi schemi o credenze sul se' contrastano con le nuove qualità per le quali l'anima sta lottando. La tensione tra gli opposti crea una catarsi alchemica nella quale le parti del se' devono riconciliarsi. Il vero cambiamento avviene quando l'anima porta queste parti del se' in un' unione degli opposti, che riconosce, invece di rifiutare, la ferita del passato.   La terza fase di guarigione può implicare intensi sintomi psichici, soprattutto l'esplosione malattie croniche nel corpo, o modelli di comportamento stressato. Normalmente questi sintomi fisici possono risalire ad una ferita psichica centrale mai completamente guarita. Poiché questa fase implica molte sfide archetipiche per l'anima, va accompagnata da un lavoro sui sogni, dalla redazione di un diario, terapia artistica, affermazione, meditazione e varie forme di counseling.

Fase Quattro: Rinnovamento e Nuova Configurazione
A seconda del grado di guarigione operato sulle sfide attuali e sulle afflizioni del passato, l'anima può creare nuove possibilità per la sua espressione futura: in altre parole, l'anima ricocomfigura e raggruppa le sue forze psichiche e la struttura base della personalità. In questa fase vediamo spesso emergere aspetti nuovi del se'. La trasformazione attiva dei difetti caratteriali dà luogo a nuove forze e scelte creative che non sarebbero state possibili senza tale lavoro interiore. La quarta fase riflette lo scopo ultimo della floriterapia: dare all'anima le radici e le ali di cui necessita per dar forma al suo destino più alto, di concerto con i benigni poteri spirituali che difendono e guidano la sua evoluzione.

giovedì 3 agosto 2017

Un Fiore al giorno, o quasi... (terza parte)


Proseguiamo nel ‘viaggio’ iniziato con i post del 1/8 per scoprire i 38 Fiori di Bach attraverso le immagini del loro campo energetico, grazie ai testi di Mechthild  Scheffer, un'autorità internazionale ed una pioniera nel campo della Terapia Originale dei Fiori di Bach, e attraverso le parole scritte dal dr Bach stesso.
Nel racconto dei  16 Viaggiatori postato il 1/8 trovate già i 3 Fiori che appartengono al gruppo ‘per coloro che soffrono di solitudine’ (Water Violet, Impatiens, Heather). 

La divisione in 7 gruppi è la presentazione più semplice con cui il dr Bach faceva conoscere i suoi rimedi, non solo ai suoi colleghi medici, ma soprattutto alla gente comune. Oltre al gruppo appena citato, gli altri gruppi sono: per coloro che hanno paura, per coloro che soffrono di incertezza, per coloro che non provano interesse per il presente, per coloro che sono ipersensibili alle influenze esterne e alle idee altrui, per coloro che si scoraggiano e si disperano, per coloro che si preoccupano eccessivamente del benessere altrui. Vi inserisco la foto di una  mappa che mi piace, così potete vedere i Fiori di ogni gruppo. 

In questo post, vi propongo i due rimedi floreali che completano il gruppo dell’indecisione:  

Wild Oat, l’avena selvatica, che la Scheffer indica come ‘il fiore della vocazione. Dal cercare al trovare.’
Parola di Bach: "Per coloro che hanno l'ambizione di fare qualcosa d'importante nella loro vita, desiderano acquisire molta esperienza, godere di tutto ciò che è possibile e vivere pienamente la propria vita. La difficoltà, per queste persone, sta nel decidere quale occupazione seguire, perché, sebbene le loro ambizioni siano forti, esse non sentono nessuna inclinazione particolare rispetto ad altre. Ciò può causare perdita di tempo e insoddisfazione". 
(nella foto , a sinistra)

Hornbeam, il carpino, il ‘ fiore dell’energia interiore. Dal torpore dell’anima alla freschezza spirituale.’
Parola di Bach: "Per coloro che sentono di non essere abbastanza forti, sia psicologicamente che fisicamente per sopportare il peso della vita che le sovrasta. Anche i problemi di ogni giorno sembrano loro insormontabili, sebbene queste persone riescano poi in genere a compiere, con successo, il loro dovere. Per chi crede di doversi fortificare in qualche parte del corpo o della psiche per potere facilmente adempiere al proprio compito".
(nella foto, a destra)

Se vi piacciono le foto dei loro campi energetici, potete osservarle, meditarle, ascoltare cosa vi suscitano, usarle come dei mandala e disegnare/colorare l’immagine che più vi ispira.
Buone energie a voi.
Daniela

martedì 1 agosto 2017

La storia dei viaggiatori – E. Bach, 1934 (seguito)

Il seguito del post di stamattina ...

Eccovi i 16 'viaggiatori' , presentati attraverso le parole scritte da Bach (che sono sempre un valido riferimento per comprendere a chi e cosa serve il rimedio), il gruppo di appartenenze (secondo la classica suddivisione nei 7 gruppi) e la descrizione del processo di armonizzazione che il rimedio compie, secondo Mechthild Scheffer.
Per le immagini , vi rimando al post precedente, e alle foto qui sotto.
Trovate i post anche sulla pagina fb 'Natura a colori, di Daniela Galbiati'.
Per qualunque info o segnalazione : d.galbiati62@gmail.com o messaggi, commenti sulla pagina fb.

Prossimamente, completerò con gli altri Fiori ...
Grazie.



1.     Agrimony
Il fiore dell’onestà. Dall’armonia apparente, alla pace interiore
Parole di Bach:     “Per le persone allegri, gioviali, piene di buon umore, che amano la pace e che sono disposte a rinunciare a molte cose, pur di evitare liti e discussioni che le manderebbero in crisi. Anche se in genere hanno dei problemi e sono inquiete, tormentate e stanche, sia a livello fisico che a livello psichico, sanno nascondere le loro preoccupazioni dietro l'umorismo e lo scherzo, e sono considerate degli ottimi amici da frequentare. Spesso fanno uno smodato uso di droghe e di alcolici per stimolarsi e per aiutarsi a sopportare le prove della vita con allegria”.
Gruppo: eccessiva sensibilità alle influenze esterne
2.     Mimulus
Il fiore del coraggio. Dalla paura del mondo alla fiducia nel mondo.
Parole di Bach: "Per le paure causate dalle cose del mondo, come la malattia, il dolore, gli incidenti, la povertà, il buio, la solitudine, la sfortuna, le paure legate alla vita quotidiana. Le persone che ne soffrono sopportano in silenzio e in segreto i propri timori perché non ne parlano volentieri con gli altri".
Gruppo: paura
3.     Rock rose
Il fiore dell’escalation. Dal panico all’eroismo. Il primo rimedio di pronto soccorso trovato da Bach.
Parole di Bach: "Rimedio d'emergenza. E' il rimedio per i casi in cui non sembra affatto esserci speranza. In caso di incidenti, di malattie improvvise, quando il paziente è in preda al terrore oppure se le sue condizioni sono tanto gravi da causare un grande timore in chi gli è vicino. Se il soggetto è in uno stato di incoscienza si può inumidirgli le labbra con il rimedio. Può darsi che si renda necessario aggiungere a questo altri rimedi come, per esempio,  Clematis;  oppure, se la persona è molto tormentata, Agrimony, e così di seguito".
Gruppo: paura
 4.     Gorse
Il fiore della speranza. Dalla rinuncia all’azione.
Parole di Bach: "Per casi di grande disperazione. Queste persone hanno rinunciato all'idea che all'idea che si possa ancora fare qualcosa per loro. Anche se arrivano a sottoporsi a terapie differenti per obbedire a qualcuno o per far piacere a qualcun altro, continuano a ripetere di avere ben poche speranza di miglioramento".
gruppo: insicurezza
5.     Oak
Il fiore della perseveranza. Dal lottatore implacabile al guerriero della pace.
Parole di Bach: "Per coloro che lottano e si battono energicamente per guarire o per risolvere i problemi della vita quotidiana. Perseverano, tentando una cosa dopo l'altra, anche se il loro caso può sembrare senza speranza. Sono scontenti di sé quando una malattia interferisce con i loro doveri e con l'aiuto che vogliono arrecare agli altri. Sono persone coraggiose, che combattono contro grandi difficoltà senza mai perdere la speranza o diminuire l'impegno".
gruppo: disperazione e scoraggiamento
6.     Scleranthus
Il fiore dell’equilibrio. Dal dissidio all’equilibrio interiore
Parole di Bach: "Per coloro che soffrono molto per l'incapacità di decidere fra due cose, considerando giusta ora una ora l'altra. Sono di solito persone tranquille, che sopportano in silenzio le loro difficoltà, non essendo portati a discuterne con altri".
gruppo: insicurezza
 7.     Clematis
Il fiore dell’idealismo.  Dalla fuga dalla realtà al senso della realtà.
Parole di Bach: "Per i sognatori, per gli addormentati, per coloro che non sono mai completamente svegli, e non provano nessun interesse particolare verso la vita. Persone tranquille, non propriamente felici della loro condizione, e che vivono più nel futuro che nel presente, sperando sempre in tempi più felici, in cui potranno realizzare i loro ideali. Nella malattia, fanno pochi sforzi o addirittura nessuno, per guarire. In certi casi possono arrivare a desiderare la morte nella speranza di raggiungere una vita migliore, oppure di ritrovare, forse, una persona cara che hanno perduto".
gruppo: insufficiente interesse per la realtà
8.     Gentian
Il fiore della fede. Dal dubbio alla fede.
Parole di Bach: "Per coloro che si perdono facilmente d'animo. Possono anche migliorare progressivamente nella loro malattia o nei loro affari quotidiani, ma il minimo ritardo od che si presenti genera in loro titubanza e causa confusione e scoraggiamento".
gruppo: insicurezza
9.     Heather
Il fiore dell’identità. Dal bambino bisognoso all’adulto comprensivo.
Parole di Bach: "Per coloro che sono sempre alla ricerca della compagnia di qualcuno disponibile, perché hanno bisogno di discutere dei loro problemi con gli altri, chiunque essi siano. Sono molto infelici se devono rimanere soli per un certo periodo di tempo".
gruppo: solitudine
 10.                       Chicory
Il fiore della relazione. Dall’amore esigente all’amore indulgente.
Parole di Bach: "Per coloro che che sono molto attenti ai bisogni altrui. Tendono a prendersi eccessivamente cura dei bambini, dei parenti, degli amici e trovano sempre qualcosa da rimettere a posto. Correggono continuamente ciò che considerano sbagliato e hanno piacere di farlo, e desiderano intensamente aver sempre vicino coloro che amano".
gruppo:  Eccessiva preoccupazione per il benessere altrui
11.                       Cerato
Il fiore dell’intuizione. Dall’incertezza di giudizio alla sicurezza interior.
Parole di Bach: "Per quelli che non hanno abbastanza fiducia in se stessi per poter prendere da soli delle decisioni. Chiedono sempre consiglio agli altri, ma ne sono spesso fuorviati".
gruppo: insicurezza
12.                       Centaury
Il  fiore della  disponibilità . dal servilismo passive al servizio attivo
Parole di Bach: "Per le persone buone, tranquille, gentili, estremamente ansiose di servire gli altri. Chiedono troppo alle loro energie, quindi si affaticano facilmente. Il loro desiderio di aiutare il prossimo è così forte che tendono a diventare più dei servi che degli aiutanti generosi. Il loro buon cuore li porta a fare più di quello che dovrebbero e, in questo modo, trascurano quella che è la loro particolare missione nella vita".
Gruppo.  eccessiva sensibilità alle influenze esterne
 13.                       Rock water
Il fiore della flessibilità. Dalla durezza dogmatica all’attenzione. L’unico dei 38 rimedi ‘fatto’ di acqua (non da fiori e piante).
Parole di Bach: "Per coloro che sono molto rigidi nel loro stile di vita e si negano frequentemente gioie e piaceri perché temono che queste cose possano ostacolare il loro lavoro. Sono severi maestri con se stessi. Desiderano essere sani, forti e attivi e faranno qualsiasi cosa li li riesca a mantenere in queste condizioni. Sperano che il loro esempio induca gli altri a imitare le loro idee per diventare alla fine migliori"
gruppo: Eccessiva preoccupazione per il benessere altrui
14.                       Vervain
Il fiore  dell’entusiasmo. Dal rivoluzionario al riformatore.
Parole di Bach: Per coloro che hanno idee e principi ben radicati che essi ritengono giusti e che sono disposti a cambiare molto raramente. Desiderano sempre convertire ai loro punti di vista tutte le persone che li circondano. Possiedono una forte volontà e molto coraggio quando sono convinti di ciò che desiderano insegnare. Nella malattia lottano più a lungo di altri prima di arrendersi e di tralasciare i propri compiti".
gruppo:  Eccessiva preoccupazione per il benessere altrui
15.                       Impatiens
Il fiore del tempo. Dall’impazienza alla pazienza. Si dice che il dr Bach fosse un tipo Impatiens.
Parole di Bach:     "Per coloro che sono veloci sia nel pensiero che nell’azione, e che desiderano che ogni cosa avvenga senza esitazioni né ritardo. Quando sono malati sono ansiosi di ristabilirsi al più presto. Per costoro è molto difficile essere pazienti con chi è lento perché ritengono che ciò non sia giusto e sia inoltre una perdita di tempo. Quindi tentano in ogni modo di vivacizzare le persone pigre. Spesso preferiscono pensare e lavorare in solitudine, per poter fare le cose secondo i loro ritmi."
gruppo: solitudine
 16.                       Water violet
Il fiore della comunicazione. Dall’isolamento all’integrazione.
Parole di Bach: “Per coloro che in salute o nella malattia amano restare da soli. Persone molto tranquille, che si muovono intorno senza disturbare, parlano poco ed in modo gentile. Molto indipendenti, capaci e fiduciosi nei propri mezzi. Sono quasi totalmente liberi dalle opinioni degli altri. Se ne stanno in disparte, vivono da soli e se ne vanno per la loro strada. Spesso sono intelligenti e dotati. La loro tranquillità e calma sono una benedizione per coloro che stanno loro attorno”.
gruppo: solitudine 


(testi tratti dalle Opere di Bach e dai libri di M. Scheffer) 

Un Fiore al giorno, o quasi ...

38 fiori di Bach, 38 giorni … Una proposta un po’ diversa, nata  da un recente incontro in cui abbiamo parlato di Floriterapia Transpersonale (con riferimento al dr Orozco, e a cui mi  riferisco  ampliando anche ad altri repertori , non solo a quello inglese). I Fiori di Bach (quelli del  dr Edward Bach,  24 settembre 1886 –  27 novembre 1936, medico inglese) e la floriterapia non si imparano  in un week end, nemmeno in formazioni triennali, si continua ad imparare studiando, confrontando, osservando, praticando su di sé. 
Gli scritti del dr Bach, pochi ma essenziali, il suo pensiero, tuttora attuali, sono la base: parole semplici (e la semplicità è un  tema a lui caro, e anche a me) e la semplicità della natura (Madre Natura e natura dell’uomo) . L’osservazione della pianta (la Segnatura, la botanica) aiuta a comprendere il suo compito e il suo aiuto per noi. La filosofia della Vita, dell’Animo umano, dell’Unità del Cosmo e dell’interconnessione tra Tutto e Tutti, di cui oggi ancora stiamo a trattare per dimostrare che così è, e ci serviamo della Fisica Quantistica o subatomica o altro ancora perché ancora dubitiamo, sono argomenti millenari saggiamente conosciuti anche da Bach e basi della cosiddetta visione olistica della salute, di cui anch’io mi occupo.
La  proposta nasce appunto da questo recente incontro con un gruppo di terapeute. Preparando l’incontro, ho ripescato tra i miei libri, quelli di Mechthild Scheffer, un'autorità internazionale ed una pioniera nel campo della Terapia Originale dei Fiori di Bach. Quando ho iniziato a studiare Floriterapia, mi ricordo che mi era piaciuta la sua presentazione dei princìpi positivi dei singoli Fiori: il ‘modello armonico’, il ‘compito armonizzante’ del rimedio floreale. Raccolgo la richiesta di quella giornata e vi presento  un’immagine diversa e poco conosciuta dei Fiori, la foto Kirlian di ogni Fiore, le  immagini di Ludwig Knapp  che rappresentano il campo energetico di una singola goccia di ciascuna essenza , che suscitano a livello inconscio una risonanza diretta con i relativi concetti dei fiori in uno stato armonico (in maniera analoga ai mandala). E  di solito li propongo appunto come Mandala: potete provare a disegnare/colorare l’immagine che più vi ‘ispira’ , per esempio, o semplicemente usarle per meditare. E scoprire, o riscoprire (se già conoscete i Fiori di Bach), 38 aspetti dell'Animo umano, 38 immagini dell'Anima.
Siccome 38 giorni mi sembrano tanti e probabilmente mi perderei io stessa (ah ah ah …), stamattina ho ritrovato questo ‘racconto’ del dr Bach e perciò inizio a proporvi  i primi 16 Fiori (le foto che vedete sono in ordine di come appaiono nel racconto, da sinistra a destra) ed in particolare riprendo una foto per farvi notare un cuore … lo vedete? È l’immagine di Centaury,  il Fiore della disponibilità e della forza dell’Io.
poi vi  racconterò i princìpi dei primi 16 Fiori e proseguirò con le altre immagini nei prossimi giorni.
Buone Energie a voi (e a me …)
Daniela 



La storia dei viaggiatori – E. Bach, 1934
(tratto da ‘Bach, tutte le opere’  Macro Edizioni)

C’era una volta, e sempre c’era una volta,  sedici viaggiatori che partirono per un’escursione attraverso una foresta. Al principio tutto procedeva bene, ma dopo che essi si erano un po’ addentrati nella foresta uno del numero, Agrimony cominciò a preoccuparsi se essi fossero sul giusto sentiero. Più tardi nel pomeriggio poiché si cominciava a fare scuro, Mimulus iniziò ad avere paura, paura che loro avessero perso la strada. Quando il sole tramontò e l’oscurità si fece più cupa e i rumori della foresta nella notte si facevano sentire attorno a loro, Rock Rose divenne pieno di terrore ed era in uno stato di panico. Nel mezzo della notte quando tutto era buio, Gorse perse tutta la speranza e disse: ‘Io non posso andare oltre; voi proseguite, ma io rimarrò qui e vivrò fino a che la morte mi libererà dalle mie sofferenze’.
La quercia (Oak), d’altra parte, sebbene sentisse che tutto era perso e che essi non avrebbero mai più rivisto la luce del sole, disse: ‘Io lotterò fino all’ultimo’, e si agitò convulsamente.
Scleranthus aveva qualche speranza ma a volte soffriva di tale incertezza e indecisione, che prima voleva prendere una strada e, quasi contemporaneamente, ne voleva prendere un’altra.
Clematis si trascinava con calma e pazienza, preoccupandosi così poco se stesse per sprofondare nell’ultimo sonno profondo o se stesse per uscire dalla foresta.
Gentian a volte incoraggiava molto il gruppo, ma talora si sentiva in uno stato di sconforto e depressione.
Gli altri viaggiatori non avevano mai paura, desideravano solo porvi un termine e, a loro modo, volevano tanto aiutare i loro compagni.
Heather era molto sicuro di conoscere il sentiero e voleva che tutto il gruppo prendesse la sua strada.
Chicory non aveva preoccupazioni sulla fine del viaggio ma era molto ansioso se i suoi compagni avessero indolenzimento ai piedi o se fossero stanchi o se avessero abbastanza da mangiare.
Cerato non aveva molta fiducia nella sua opinione e voleva cercare ogni sentiero per essere sicuro di non sbagliarsi.
Centaury, mite e piccolo, voleva così alleggerire il fardello da essere pronto a portare il bagaglio di ognuno. Sfortunatamente per il piccolo Centaury, egli portava il fardello di quelli che erano capacissimi di sorreggere il proprio solo perché chiamavano a voce più alta.
Rock Water, tutto infervorato per aiutare, avviliva un po’ il gruppo perché tendeva a criticare dove essi stavano sbagliando e malgrado tutto Rock Water conosceva la strada.
Vervain avrebbe pure dovuto conoscere abbastanza bene il sentiero, sebbene fosse diventato un po’ disorientato, mostrava in continuazione l’unico modo di uscire dalla foresta.
Impatiens, anche, conosceva bene il sentiero di casa, così bene che era impaziente con quelli meno veloci di lui.
Water Violet aveva già percorso quella strada e conosceva la via giusta e, tuttavia, era un po’ orgoglioso e un po’ sdegnoso che gli altri non capissero. Water Violet li considerava inferiori.
E finalmente tutti attraversarono la foresta. Ora essi guidano gli altri viaggiatori che non hanno fatto prima l’escursione, e, poiché sanno che c’è un sentiero da attraversare, e poiché sanno che il buio della foresta è solamente l’oscurità della notte, essi passeggiano come “gentiluomini senza paura”, e ognuno dei sedici ospiti di passaggio insegna a suo modo la lezione, dando l’esempio necessario.
Agrimony cammina a grandi passi in avanti libero da ogni preoccupazione, e scherza per qualsiasi cosa. Mimulus può sperimentare di non aver paura. Rock Rose nei momenti più bui è proprio un ritratto di coraggio calmo e sereno. Gorse nella notte più nera racconta del miglioramento che otterranno quando il sole sorgerà di mattina. Oak sta fermo nella tempesta più violenta. Scleranthus passeggia con perfetta certezza. Gli occhi di Clematis sono puntati con gioia alla fine del viaggio, e nessuna difficoltà o contrattempo può scoraggiare Gentian. Heather ha imparato che ogni viaggiatore deve passeggiare a suo modo e cammina a grandi passi con calma in avanti per mostrare che questo si può fare. Chicory attende sempre di dare una mano, ma solo quando richiesta, e quindi con calma. Cerato conosce proprio bene i piccoli sentieri che non conducono in nessun posto e Centaury cerca sempre il più debole che trovi il suo fardello pesante. Rock Water ha dimenticato di criticare, egli trascorre, appunto, tutto il tempo ad incoraggiare. Vervain non predica più a lungo ma indica silenziosamente la strada. Impatiens sa che non deve affrettarsi ma indugia fino all’ultimo per mantenere il passo; e Water Violet, più come un angelo che come un uomo, passa fra il gruppo come un soffio di vento caldo o un raggio di luce splendente del sole, benedicendo tutti”.